Who we are suppose to be
Blogger: braintakeover
Nome: gen and peck


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
Mrs Gen

Mr Peck

Ipse dixit
Se non mi dici tutto, io ti uccido. Se mi dici una mezza verità o io penso che lo sia, io ti uccido. Se dimentichi qualche cosa, io ti uccido. Allora hai capito? Perchè se non hai capito, io ti uccido!

[Rory Breaker]
Links
Delivered to Hell

Verbal

Pink

Archivio
oggi
aprile 2007
novembre 2006
ottobre 2006
Feeds-counter
*loading* visitatori

  • Powered by Splinder
Element of Crime

L'Epilogo
Le pistole non sono legali;
i cappi cedono;
il gas puzza da morire;
tanto vale vivere.

postato da braintakeover alle ore 15:10
lunedì, 27 novembre 2006

La notte dei sorci
(prima parte)

La palestra di Jim Bonanno è al primo piano di un palazzo sbilenco dipinto a righe rosse e gialle, all'incrocio fra Haight Street e Masonic Avenue.
”JIM’S GYM” recita l’insegna, inno luminoso ai pessimi giochi di parole.
Pare sia molto frequentata il sabato pomeriggio, quando la consueta accozzaglia di stimati professionisti, segretarie flaccide e ragazzini al primo risveglio puberale viene a sganciarsi la pancera.
Posticino irrilevante, direte voi. Nulla da invidiare alla vostra palestra di quartiere, quella in cui vi sfondate i polmoni sul tapis-roulant, correndo incontro al miraggio della magrezza. Del resto, la puzza di sudore è la stessa all over the world.
”JIM’S GYM”, lampeggia il neon. JIM’S GYM. Buio.
JIM’S GYM. Buio.
Jim però ha capito come arrotondare le entrate e verso sera organizza lotte tra galli, cani idrofobi e topi di fogna ammaestrati. Lo sanno tutti. Al punto che spesso, con l'alibi della retata, i poliziotti mollano le volanti in seconda fila e scendono in cantina a scommettere.

Oggi è martedì.
Martedì di solito significa sorci, ma qualcuno vuole convincere Bonanno a cambiare in corsa il menù.
«C'è stata una rissa al Mad Cow. I figliocci di O' Bryan contro quelli di Fantino.»
«Italiani contro irlandesi. Che novità. Morti?»
«Due a due.»
«Amen.»
«Il problema è che detestano pareggiare
«Quasi quanto odiano perdere. E allora?»
«Vengono a tirare i calci di rigore da te, Jim. Stasera.»
«No no. Guardami negli occhi. Cosa ti dicono i miei occhi? Al. Diavolo. “Al diavolo”, ti dicono. Che se le risolvano per strada, le loro fottutissime magagne. Oggi è martedì e martedì significa che ci ficco i topi ammaestrati, sul ring.»
«Jim…»
«Che cazzo c’è? Io faccio divertire la gente, non organizzo massacri di massa. E poi perché io, Ed, me lo sai dire? Dopotutto sono italiano. Non ce li vedo, gli irlandesi contenti di giocare in trasferta.»
«Contenti no, ma sia Fantino che O’ Bryan sanno che sei solo mezzo italiano. E che fondamentalmente non te ne frega un cazzo né di uno né dell’altro. È il campo più neutrale che siano riusciti a trovare in tutta Frisco
«Eddie, mi hai sentito, per caso? Ho detto di no.»
Dieci secondi di silenzio. Il barman scodella sul tavolo due bicchieri pieni.
«Grazie Mike.»
«Ascoltami. Se concedi il campo, guadagniamo il 50% delle scommesse. A loro non gliene fotte niente dei soldi, l’importante è il risultato. Vince la squadra con meno cadaveri, chiaro? Bene. E a noi soldi a strafottere. Ma se vieti loro di venire qui a scannarsi, ti farai nemiche entrambe le squadre.»
«Hanno detto così?»
«Jim, lo sai bene che loro non dicono mai. Loro fanno. Ti ricordi del Cinese? Quello col ristorante a North Beach? Voilà. S’è fatto un bel tuffo tra le otarie. Morto assiderato. E perché? Perché avendo dovuto tenere il tavolo prenotato a due cosche rivali, la stessa sera, s’è cacato sotto. Ha disdetto le prenotazioni. Risultato: due gang incazzate e un giallo morto.»
«E che avrebbe dovuto fare?»
«Quello che farai tu, se sei furbo: lasciare che se la risolvano nella tua cantina.»
«Nient’altro?»
«Nient’altro.»
Jim ci pensa su, getta nella gola un altro quartino di whisky e asciuga la bocca con una manica della camicia.
«Va bene. Stasera, alle 11 precise. Per il pubblico non è un problema. Avverto quelli che posso e gli altri verranno qui per topi un po’ più grossi. Ma niente pistole. Devi dirlo a O’ Bryan e soprattutto a Fantino: non voglio pistole qui dentro. Bastoni, martelli, sedie, quello che gli pare. Preferirei che la gente attorno non si trovasse un buco in testa.»
«Tutto chiaro.»
«Bene.»
Eddie corre al telefono pubblico.
Jim, rimasto solo al banco, ordina un altro bicchierone cuocibudella.
«Quel ragazzo ha solo sedici anni. A sedici anni non dovresti sapere nulla di sparatorie, risse, morti. E invece Eddie sa tutto. Hai sentito come parla, no? Come se avesse già capito ogni cosa.»
«Forse non dovrebbe frequentare te. Jack o scotch?», chiede il barista.
«Entrambi, Mike, entrambi.»
«Allora Jack e scotch. Non è un po’ troppo, per il quinto bicchiere?»
«Sta’ zitto e versa. Puoi risparmiarti le prediche, tanto all’inferno ci andrò comunque, e tra non molto.»
«Puoi sempre dire di no.»
«Dipende. Se la domanda sottintesa è “Vuoi vivere?”, certo che posso rispondere di no. Ma non credo nell’abnegazione.»

                                                               (continua…)

Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria : mrs gen

postato da braintakeover alle ore 04:28
lunedì, 20 novembre 2006

San Diego. 3:41 P.M. Rose's Pub. Hope Street 341.

Quattro giorni fa.

Uccidere una persona è facile. Ucciderne più di una, beh, diventa un po' più lungo e faticoso. Certi giorni, addirittura, ci perdi anche gusto, mandando a puttane tutta la tua fantasia. Tutto si fa così macchinoso. Si comincia con l'essere assuefatti alla vista del sangue e si finisce col passeggiare davanti un banco della frutta non riconoscendone più gli odori, perchè soffocati da quello delle nostre interiora. E quando tutto questo prende il sopravvento: allora arriva il turno dei killer sconfitti. Quelli che usano veleni o salamoia. Quelli che si dimenticano delle loro baby. Che odio. Bisogna sempre ricordare che uccidere una persona è mettersi contro God. Lui è un artista del bene, crea l'uomo, e noi lo sfidiamo ad una gara di pittura... Artisti del male. L'uomo l'ho si deve disfare con grazia.

My love, prima che finissi su quella lista, avrei voluto insegnarti tutte queste cose. Pensarti un momento viva vicino a me, ed ora così inutile e finta racchiusa dentro questi quattro angoli da fotografia. Ti stringo forte, come allora. E vicino tengo quella famosa pagina. I killer falliti compilano liste come questa. Pronti alla loro nuova serie di omicidi macchinosi. Proprio come gli eserciti e i loro finti obiettivi. Questo a God sta veramente sul cazzo, sai? Scommetto che ora sei lassù con lui, e insieme mi state guardando. Vero? E non provate pena per me ma bensì orgoglio. God ha sempre accettato volentieri le mie sfide, e fino ad oggi non è ancora riuscito a battermi.

Sarà per questo che ha deciso di prenderti con sé, lasciandomi così tra le mani un invito a duello. E all right man ho subito pensato io. E' il primo che ricevo da parte sua. Si sarà annoiato anche lui a rispondere sempre e solo a mie sfide. E così eccoti là, ed io qui. Come al solito, fa le cose in grande stile. Provocarmi a cadere nel mio stesso odio. Spingermi a diventare una macchina omicida, vendicarti e uccidere tutto il gruppo, fino a perderci gusto, sostanza e fascino. Ma vedrai che vincerò anche questa volta. Per te.

Ehi, sei tu Butch. Non ti avevo sentito arrivare. Siediti, it's all right man, prendi qualcosa da bere.

Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria : mr peck