Who we are suppose to be
Blogger: braintakeover
Nome: gen and peck


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
Mrs Gen

Mr Peck

Ipse dixit
Se non mi dici tutto, io ti uccido. Se mi dici una mezza verità o io penso che lo sia, io ti uccido. Se dimentichi qualche cosa, io ti uccido. Allora hai capito? Perchè se non hai capito, io ti uccido!

[Rory Breaker]
Links
Delivered to Hell

Verbal

Pink

Archivio
oggi
aprile 2007
novembre 2006
ottobre 2006
Feeds-counter
*loading* visitatori

  • Powered by Splinder
Element of Crime

L'Epilogo
Le pistole non sono legali;
i cappi cedono;
il gas puzza da morire;
tanto vale vivere.

postato da braintakeover alle ore 18:56
martedì, 24 ottobre 2006

Old rust & gunpowder

«Hai una brutta cera»
«Sarà perché sto morendo»
«Sarà»
«Fidati, è così».

La stanza sa di vecchia ruggine e materassi sfondati e qualcos’altro. Una piccola tribù di topi, sullo sfondo, saggia il terreno per future peregrinazioni. Non mi piace il modo in cui mi stai guardando.
«Piantala di fissarmi. Mi metti in imbarazzo»
«Chiedo scusa. È che non mi sono ancora abituato all’idea»
«Quale idea?»
«L’idea di avere un proiettile piantato nello stomaco.»

Vecchia ruggine, materassi sfondati e polvere da sparo. E merda. Quanta paura hai, in fondo alle mutande?
«Beh, fa’ qualcosa. Alzati, chiama un’ambulanza, grida aiuto. Tutto, ma non fissarmi.»
«Preferisci che ti racconti della mia vita? Eh? Vuoi che ti racconti della mia vita?»
Soppeso questa domanda nella mano destra, gelida come il calcio della pistola. Le parole non hanno senso. Non più.
«La tua vita. Cosa vuoi che me ne importi.»
«Lo sapevo. Sei una pessima scrittrice.»
«…»
«Hai appena scritto l’ultimo capitolo senza leggere il resto.»
Il topo più coraggioso della compagnia si avvicina alla tua gamba. Forse sente l’odore del sangue. Quando ti lascerò qui, sarà già ora di cena.
«Conosco abbastanza di te per sapere che te lo meritavi.»
«Ti dicono loro che cosa fare?»
«Loro lasciali perdere.»
«Rispondi.»
Mi avvicino al tuo collo. Puzza di dopobarba scadente, dolciastro, e io inspiro a lungo, inspiro forte. Dovresti sentirlo anche tu, quanto mi eccita toglierti la vita.
«Non saresti qui a farmi domande, se avessi mirato più in alto. Trova un modo migliore per ammazzare il tempo che ti rimane».
È la mia prima volta ed è come una febbre. Un brivido eterno. I battiti ti stanno scappando, niente segue più il ritmo di prima. Un po’ della mia vita se ne va lontano, a braccetto con la tua. Se solo capissi quanto l’ho aspettata, questa paura, forse cominceresti a pregare per davvero.
«Non sai niente di me.»
«Perdi colpi. Ti ripeti.»
«Allora uccidimi, e basta»
«No. È per la tua faccia. Il colore dei tuoi occhi. Preferisco che duri per sempre.»
Mi siedo davanti a te, sull’orlo di un materasso marcio. Questo sarà l’ultimo sguardo indietro che darai alla tua vita. Ti sto solo lasciando il tempo per mettere a fuoco.
«Adesso sei tu che mi fissi.», dici. Ma la tua voce arriva da molto, molto lontano. L’angelo è già sceso a strattonarti per la gola.
«Sai, stavo pensando, prima che tu te ne vada, che stamattina, ricordi?, devo averti detto “Ti amo”. E guardaci qui. Strano destino.»
«Loro…»
«Loro, loro. Non sai dire altro. Ma perdi tempo. I miei non mi hanno chiesto proprio niente. E figurati mio padre, che neanche lo sa. Si starà godendo il solito sigaro. Glielo dirò domattina, senza fretta.»
«Dirgli cosa?»
«Che ti ho ucciso. Che sei morto. Ora che ci penso, non gli sei mai stato troppo simpatico.»
«Vorrà sapere perché.»
«Perché mi tradivi.»
Spalanchi gli occhi. Sembra stupore, ma è solo un male cane.
«Non è vero.»
«Risparmia il fiato.»
«Non ti ho mai tradita.»
Sei un bastardo parecchio coraggioso. Qualità che le tue piccole puttane tristi devono aver apprezzato, quando te le trascinavi per i vicoli, contro un muro. Ho visto le fotografie. Bionde. Gambe lunghe chilometri. La bocca volgare. Giovani. Di quelle che arrivano da posti disastrati, e tu là nei vicoli, con le braghe calate, ti travestivi da benefattore per giocare a riempire i loro vuoti.
Riunioni di lavoro.
Alzo la pistola e ti sparo in una spalla. La destra.
Sobbalzi come un burattino. Lo so che non sarà letale. È proprio ciò che voglio.

Ho incontrato Guillaume, poco fa, in un pulcioso Starbucks. Un ragazzo sveglio, francese ma sveglio. Era dispiaciuto per me, mentre mi mostrava i negativi. Anch’io ero dispiaciuta per me.
Ho preso la macchina e sono andata da Wallmart. Peter mi ha indicato una semiautomatica. Ha detto: «È più sottile di un revolver. Non perdi tempo a ricaricarla. E ammortizza il rinculo ch’è un piacere.»
«Fa male?», ho chiesto.
«Forse un crampo alle dita, dopo mezz’ora di allenamento al poligono»
«Al bersaglio, farà male?»
Lui ha alzato gli occhi dal registratore di cassa.
«Chi devi uccidere?»
«Mio marito.»
Peter ha digitato il prezzo della Beretta senza battere ciglio.
«Scommetto che hai le tue buone ragioni.», ha risposto sorridendo, mentre mi porgeva il sacchetto. Sapeva anche lui delle tue piccole puttane tristi. Ne sono sicura.
Accanto a Wallmart c’era un bar. Ho ordinato un caffè lungo. Poi una bottiglia di vino rosso, ottima annata, forte come un pugno allo stomaco. Volevo dividerla con qualcuno, ma l’unico bevitore in circolazione ne aveva già abbastanza per sé, da mandar giù.
Sono uscita. Avevo ogni cosa chiara in testa, e mentre ti aspettavo ho guidato molto. Per un’ora, credo.
In quell’ora è cambiato tutto. L’amore è precipitato sul fondo. Una poltiglia nera e amara.
Dovevo arrivare a questo punto per inghiottirla. Qui, seduta sul materasso di qualche barbone e tu in fondo alla stanza, contro il muro, accartocciato su te stesso come se ti avessero sfilato la colonna vertebrale.
«Non parli più?»
Non parli più.
Ti infilo un paio di fotografie in bocca.
Un altro po’ nelle mutande.
Getto sul pavimento quelle che restano.
Parleranno per te. Ho fatto ciò che dovevo. 

Mentre cammino via, la stanza ha ancora il tuo profumo.
Vecchia ruggine, polvere da sparo, e merda.
Permalink ? commenti (3)
Commenti
#1   25 Ottobre 2006 - 19:08
 
Ottima iniziativa. Il pulp è decisamente il mio genere.

Vi seguirò con attenzione.


A.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente achillepetulante

#2   01 Novembre 2006 - 14:12
 
ok gen, lo sapevo già che con te non si scherza...

...bella storia e buon appetito ai topolini...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente psusu

#3   20 Novembre 2006 - 21:55
 
a achillepetulante: ah si? Dal nome, avrei detto stessi dalla parte dell'epico greco. Buon per noi se mi son sbagliato e grazie.

a psusu: immagino che Mrs Gen, quando avrà finito di scaccolarsi il naso con la pistola, coglierà l'occasione replicare. Take Care.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente braintakeover

Commenti
?commenti (3)(popup)
categoria : mrs gen